Il maltempo flagella l’Egeo e la Turchia, grave alluvione lampo su Istanbul

Mentre l’alta pressione sub-tropicale torna ad allungarsi sul Mediterraneo centrale la saccatura, con relativo minimo in quota, che ha interessato la scorsa domenica le nostre regioni meridionali si allontana ulteriormente verso est, spingendosi fino al mar Egeo e alla Turchia occidentale. Nella giornata di oggi l’asse di saccatura, avvicinandosi alle coste della Turchia occidentale e al mar Nero, ha apportato condizioni di forte maltempo nell’area del Bosforo e sulla città di Istanbul, con tanto di nubifragi e alluvione lampo. Il passaggio di un intenso sistema temporalesco a mesoscala, che dal mar di Marmara è risalito verso il settore più occidentale del mar Nero, ha causato veri e propri nubifragi nell’area metropolitana di Istanbul, tanto da provocare una grave alluvione lampo, con interi sobborghi della grande città turca finiti sott’acqua.

Floods after heavy rain in IstanbulMolte strade si sono trasformate in fiumi in piena che hanno trascinato via auto e motorini. L’enorme quantità d’acqua scaricata nel giro di poche ore da questo sistema temporalesco a mesoscala, con elevatissimi valori di rain/rate, non poteva essere smaltita dal terreno in modo adeguato, tanto da favorirne il ruscellamento verso il Bosforo. Basti pensare che in almeno tre ore la stazione di Sariyer, poco a nord della parte europea di Istanbul, ha registrato un accumulo di ben 99 mm, mentre in altre zone si sarebbero superati pure i 100 mm. Parliamo di accumuli davvero eccezionali, e non solo perché ci troviamo nel bel mezzo dell’estate, in pieno luglio. Ma la situazione che si era venuta a delineare sin dal mattino di oggi, fra il mar Egeo e le coste della Turchia occidentale, era alquanto esplosiva.

hbW06Nc4lsDifatti la lenta evoluzione verso levante della saccatura, con il relativo minimo barico in quota, parzialmente bloccata più ad est dal robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale che dall’Asia minore si erge fino al sud della Russia, ha reso il sistema frontale semi-stazionario a ridosso delle coste turche occidentali. Inoltre l’irrompere di aria molto più fresca da Nord, sopra lo strato di aria calda e molto umida presente nei bassi strati, ha di conseguenza esasperato il “gradiente termico verticale” (fra l’aria sempre più mite nei bassi strati e l’aria più fredda che scorre alle quote superiori della troposfera), agevolando lo sviluppo di moti convettivi molto forti (correnti ascensionali che dal suolo tendono a propagarsi verso la media e alta troposfera), specialmente nell’area a ridosso del passaggio del fronte freddo. Va anche ricordato che il minimo relativo associato alla sopra citata saccatura, giunto in fase di evoluzione in una “Upper Level Low”, presentava delle sacche di aria fredda attorno l’ambiente circostante, ben evidenziate alla quota di 500 hpa (5300 metri) nella libera troposfera.

Istanbul-620x413Queste masse di aria fredda, che s’invorticavano nella media troposfera attorno il minimo depressionario, ben definito in quota, scorrendo sopra l’aria decisamente più calda e molto umida preesistente nei bassi strati, ha incentivato la genesi di una forte attività convettiva, per il sensibile rafforzamento del “gradiente termico verticale” fra media e bassa troposfera, e rinvigorita dalla presenza di nuclei di vorticità positiva molto intensi nella media troposfera. Questi moti convettivi, scoppiati improvvisamente in prossimità del mar di Marmara, hanno favorito lo sviluppo di un grosso sistema convettivo a mesoscala che dal mar di Marmara, dove si è notevolmente rinvigorito, assorbendo un ingente quantitativo di calore latente, si è diretto verso il mar Nero, attraversando tutto il Bosforo, da sud verso nord, dando a forti rovesci di pioggia, accompagnati da attività elettrica e colpi di vento.

cella di Hadley SpagnaDel resto le mappe relative agli indici temporaleschi erano molto chiare, tanto che nella mattinata di oggi si erano raggiunti valori davvero elevati fra l’Egeo, l’ovest della Turchia e il settore più sud-occidentale del mar Nero. La forte attività convettiva, anche in questo caso, è stata innescata dalle infiltrazioni di aria più fredda, nella media troposfera, legate al minimo relativo sottovento alla saccatura in successiva evoluzione in una “Upper Level Low”. Queste infiltrazioni di aria fredda in quota instabilizzando le masse d’aria su dette regioni favoriscono l’innesco di forti moti ascensionali che andranno a costruire imponenti annuvolamenti cumuliformi (nubi torreggianti a sviluppo verticale) pronti a dare la stura a piogge, rovesci e temporali, localmente anche di moderata o forte intensità.

 

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