Mentre la “Cella di Hadley” raggiunge il Mediterraneo il flusso perturbato scivola in Europa, rischio temporali violenti

Lunghi periodi anticiclonici molto caldi e siccitosi inframmezzati da brevi rinfrescate, spesso accompagnate da fenomeni temporaleschi di forte intensità, se non pure violenti, che causano più danni che benefici. Più o meno è questo il pattern configurativo che sta caratterizzando questa estate 2017. Una situazione già vista nell’estate del 2015. Nelle ultime settimane il notevole rinforzo del “monsone di Guinea” ha fatto sbalzare il “fronte di convergenza intertropicale” fin sul Mali settentrionali e sul Niger centro-settentrionale, con l’umida circolazione monsonica da S-SO arrivata a sfondare in pieno Sahara, nella regione poco a sud del massiccio montuoso dell’Ahaggar, dove nei prossimi giorni si potranno verificare dei temporali sparsi nel deserto. Questa notevole spinta verso nord dell’ITCZ, all’altezza del Mali orientale e del Niger, sta purtroppo causando il sollevamento, forzato, della vastissima cintura altopressoria sub-tropicale, legata alla “Cella di Hadley” fino al cuore del mar Mediterraneo.

maxresdefaultIn poche parole questa larga cintura di alta pressione, nota come “Cella di Hadley”, invece di sostare sul Sahara, suo luogo di origine, tende a sollevarsi sul Mediterraneo, dilatandosi fin sopra i 35°- 40° di latitudine nord. Proprio per questo motivo sarà difficile uscirne da questo incubo, a meno che si intravedono nuovi importanti cambiamenti nella circolazione atmosferica lungo le latitudini tropicali africane. Cosa al momento alquanto improbabile, vuoi anche per la fase di neutralità di “ENSO” sul Pacifico orientale e della “MJO” che sta contribuendo a rigenerare il “forcing” convettivo nell’area tropicale. Al tempo stesso pero, con l’approfondimento del vortice polare troposferico, si riscontra pure un abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale, ridossato al traverso delle Isole Britanniche, della Francia, Germania e Polonia, con le masse d’aria fresche di origine oceanica che sempre più spesso dal nord Atlantico si spingono verso il nord della Spagna, la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Germania, i Paesi Baltici, la Polonia, la Bielorussia e la Russia.

11402981_930510626972360_6176117437103137174_nIn sostanza se l’aria calda invade e stagna sul Mediterraneo, mandando in “frontolisi” quei pochi fronti che riescono a sfiorare le Alpi, alle medio-alte latitudini l’aria fresca sub-polare guadagna una mezza fetta di emisfero, esaltando i contrasti termici con le basse latitudini e favorendo lo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente energetici. Queste correnti fresche e umide “canalizzandosi” sul margine più settentrionale del vasto campo di alta pressione presente sul Mediterraneo, a loro volta, per l’inasprimento del “gradiente termico orizzontale” (fra aria calda sub-tropicale stagnante sul Mediterraneo e aria più fresca temperata oceanica sul centro Europa), tendono ad accelerare percorrendo i bassopiani di Francia, Germania e Polonia, per giungere velocemente fino alla Bielorussia, le Repubbliche Baltiche, l’Ucraina e la Russia europea.

11017035_934754563214633_901843312896671727_nLungo la linea di demarcazione fra le differenti masse d’aria, quella molto calda di origine sub-tropicale (pompata dalla cintura anticiclonica sub-tropicale sul Mediterraneo) contro quella più fresca d’estrazione temperata oceanica (spinta dalla depressione d’Islanda), ora attestata sull’Europa centrale, i fortissimi divari termici ed anche igrometrici, nei prossimi giorni, favoriranno lo sviluppo di intensi moti convettivi molto profondi (interesseranno tutta la colonna troposferica) capaci di generare fenomeni temporaleschi di forte intensità, a tratti localmente pure violenti, che si potranno accompagnare a nubifragi, grandinate, forti colpi di vento (“downbursts”) e possibili tornado. Nel weekend il rischio di fenomeni temporaleschi estremi sarà molto elevato sull’Europa centrale, fra Germania, sud della Danimarca, Svizzera orientale, Austria e Repubblica Ceca, così come su parte dell’Europa orientale, specie fra la Bielorussia e l’Ucraina.

11698571_934706366552786_451065249310405586_nData l’enorme quantità di “energia potenziale” a disposizione (“thunderstorm index”) molti di questi temporali rischiano di risultare particolarmente violenti. Pertanto nei prossimi giorni non bisognerà stupirsi più di tanto se alcune aree dell’Europa centrale e settentrionale, specie fra Francia, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Bielorussia, Ucraina e Russia europea, verranno investite da severe fasi di maltempo, con temporali di forte intensità e rischio di forti grandinate, con forti colpi di vento, attività elettrica molto intensa e persino la possibilità di fenomeni vorticosi, come quello osservato nei giorni scorsi in Austria, nelle vicinanze dell’aeroporto di Vienna.

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