Con l’arrivo delle prime intense nevicate in Siberia sta per mettersi in moto la fabbrica del freddo

Con l’arrivo di settembre il freddo comincia gradualmente ad impossessarsi dei vasti territori dell’Eurasia settentrionale. Lo scivolamento, verso latitudini più meridionali, dei primi affondi di aria fredda, di origine artica, sommandosi alla sensibile riduzione del soleggiamento diurno e all’allungamento della notte sul giorno, sta favorendo l’avvento delle prime gelate autunnale di stagione nella Repubblica di Jacuzia, nel profondo nord-est siberiano. Nei prossimi giorni, lungo il bordo orientale dell’imponente promontorio anticiclonico di blocco che andrà ad isolarsi sulla Russia europea, scivolerà un primo blocco di aria fredda, di origine artica, che dal mar di Kara si verserà in direzione del bassopiano della Siberia occidentale, estendendosi successivamente anche all’altopiano della Siberia centrale, dove si assisterà ad un brusco raffreddamento, anche dell’ordine dei -10°C -15°C rispetto i valori termici registrati nei giorni scorsi.

vortice polare in approfondimento sull'Artico russoIn pratica l’elongazione verso nord, fino al mare di Barents, del promontorio anticiclonico dinamico presente sulla Russia europea, con massimi di oltre 1040 hpa al suolo, riuscirà ad aspirare verso latitudini più meridionali buona parte dell’aria molto fredda facente capo alla circolazione ciclonica del vortice polare, che in questi giorni si è ulteriormente approfondita sull’alto mare di Barents. L’avvezione fredda, piuttosto intensa fra gli 850 hpa e i 500 hpa, scivolando verso la Siberia centro-occidentale andrà ad interagire con le masse d’aria molto più miti preesistenti nel sud della Siberia, agevolando lo sviluppo di una ciclogenesi a carattere freddo che fra la giornata di oggi e quella di domani darà origine alle prime intense nevicate di stagione su diverse aree della Siberia centrale, e non solo, con precipitazioni localmente abbondanti.

Roasavn301Difatti la saccatura di matrice artica, legata al vortice polare, che dal mar di Kara affonderà con i propri elementi verso la Siberia centro-occidentale andrà a scorrere sopra una preesistenza zona “baroclina” nei bassi strati, localizzata nei pressi della Siberia centro-meridionale, fra l’altopiano della Siberia centrale e la Repubblica della Chakassia. Lo scorrimento dell’ampia saccatura, colma di aria molto fredda in quota, sopra questa zona “baroclina” implicherà lo sviluppo di una ciclogenesi che tenderà a strutturarsi alle varie quote. Questo tipo di sviluppo può essere inteso anche secondo l’”IPV-thinking“. L’effetto di innesco (“triggering”) della circolazione depressionaria avviene sempre ad opera di una ondulazione della tropopausa, dettata dall’affondo della saccatura artica, colma di aria molto fredda d’origine polare.

z850_30Conseguentemente a questa prima azione di “forcing” l’avvezione calda ad est del minimo barico determinerà una anomalia di temperatura potenziale positiva, mentre ad ovest del minimo l’avvezione fredda determinerà una anomalia di temperatura potenziale negativa. Lungo la linea di demarcazione tra le due avvezioni nei bassi strati si genererà una intensificazione della circolazione depressionaria che andrà quindi ad interagire in quota con l’anomalia positiva di vorticità potenziale. Quest’ultima, a sua volta, raggiungerà più facilmente la circolazione “baroclina” nei bassi strati, forzandola per una seconda volta. L’effetto sinergico della circolazione a due livelli determinerà una mutua amplificazione che si estenderà a tutta la colonna d’aria ed evolverà in una ciclogenesi strutturata nei medi e bassi strati.

Roasavn181Questo complesso processo dinamico nelle prossime ore sarà il principale responsabile dello sviluppo di un profondo ciclone extratropicale, con annessa goccia fredda in quota, caratterizzata da isoterme stimate sui -32°C a 500 hpa. Il ramo più meridionale della saccatura, entro la prossima serata, evolverà rapidamente in una profonda ciclogenesi, nell’Oblast’ di Irkutsk, colma di aria molto fredda nella media troposfera, caratterizzata da un minimo barico che scenderà sotto i 990 hpa. Questa profonda depressione a carattere freddo, con un minimo barico poco sotto i 990 hpa, supportato in quota da una intensa “anomalia positiva della tropopausa dinamica”, dall’Oblast’ di Irkutsk si muoverà in direzione della Repubblica di Buriazia, associandosi nei bassi strati ad un intenso sistema frontale freddo che dispenserà piogge e nevicate diffuse fino a bassissima quota, specialmente nell’area fra l’Oblast’ di Irkutsk e la Repubblica di Buriazia, dove con l’avvento delle masse d’aria molto fredde e il conseguente abbassamento calo della quota dello “zero termico”, le precipitazioni potranno assumere prevalente carattere nevoso nella regione poco ad est del lago Bajkal fino alla parte settentrionale della Repubblica di Buriaza.

nevicate SiberiaIn modo particolare nella giornata di domani, con lo spostamento della ciclogenesi a carattere freddo e dell’annesso sistema frontale nei bassi strati verso la Repubblica di Buriaza, forti nevicate sono attese nell’area di Ulan Ude, e fra i monti Jablonovy e l’altopiano di Stanovoy, dove a causa dell’intensità delle precipitazioni si potrebbero registrare accumuli davvero abbondanti. La neve qui tornerà a dipingere di bianco i verdi paesaggi della taiga, indicando come l’inverno da queste parti sia sempre più vicino. Fra domani e la giornata di sabato, con la risalita verso nord-est del sistema frontale, le nevicate si estenderanno verso il sud della Jacuzia, interessando l’altopiano di Stanovoy, il settore più occidentale dei monti Stanovoy fino alla regione poco a sud di Jakutsk, la capitale della Jacuzia.

6910563-winter-trees-sunsetQuesto primo raffreddamento, entro fine settembre, al passaggio del primo sistema frontale collegato al transito di una depressione artica facente capo al “lobo siberiano” del vortice polare, dovrebbe preparare il terreno adatto alla prima nevicata al suolo, pronta a lasciare i primi sottili accumuli sul terreno e a dipingere di bianco le meravigliose foreste di conifere che caratterizzano la Jacuzia. Ad Ojmjakon come in altri villaggi jacuziani, dopo le gelate notturne di questi giorni, già si comincia a sentire l’odore di neve nell’aria. Da queste parti per vedere la prima neve a quote molto basse, se non addirittura al piano, occorre solo il transito di un vasto nocciolo di aria gelida in quota, di natura artica, associata ad una profonda circolazione depressionaria in sede artica, direttamente collegata alla figura del vortice polare troposferico.

1920x1080L’aria gelida in quota, con valori sotto i -35°C a 500 hpa, scivolando sul territorio siberiano, sovrapponendosi al di sopra di un’area dove stagnano presso il suolo masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, con uno “zero termico” attestato a soli 300 metri, in presenza di precipitazioni moderate può assicurare nevicate con tanto di accumulo fino al suolo. Anche nel caso in cui la linea dello “zero termico” si attesti a quote non particolarmente basse. In quest’ultimo caso solo in presenza di precipitazioni moderate o intense, sotto sfogo di rovescio, la quota neve può rapidamente spingersi fino al piano per il rapido rovesciamento dell’aria fredda in quota attraverso le stesse precipitazioni.

14457402_1880812185475207_4557398939017573523_nInoltre la presenza sul mar Glaciale Artico di vaste distese di acque libere dai ghiacci, a seguito della fusione estiva, non fa altro che trasmettere all’atmosfera sovrastante maggiori quantitativi di vapore acqueo che incrementa notevolmente le precipitazioni, rendendole anche più intense. Sovente i primi depositi di neve fresca al suolo determinano un consistente effetto “Albedo” che contribuirà ad accentuare notevolmente il processo di “raffreddamento pellicolare”.

snow_48Ossia il notevole raffreddamento dello strato d’aria in prossimità del suolo innevato che nei prossimi due mesi coinvolgerà da vicino gran parte del territorio siberiano, dagli Urali fino alle coste dell’estremo oriente siberiano, dove nei bassi strati comincerà a prendere forma l’anticiclone termico “russo-siberiano” (frutto di questo forte raffreddamento di tutto il comparto siberiano), la macchina che mette in moto la fabbrica del grande gelo dell’emisfero boreale da cui dipenderanno le sorti della prossima stagione invernale.

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