L’uragano “Maria” devasta Puerto Rico, fino a 1194 mm nelle zone più interne

Sono davvero ingentissimi i danni lasciati dal passaggio dell’uragano “Maria” che nella mattinata di ieri ha impattato sulle coste sud-orientali di Puerto Rico, mantenendo lo status di potente uragano di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. I violentissimi venti ciclonici, che hanno raggiunto i 240-250 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, e le piogge torrenziali scaricate dalle imponenti bande nuvolose spiraliformi che avvolgevano l’enorme struttura vorticosa hanno devastato l’intera costa orientale di Puerto Rico, con gravissime inondazioni che hanno sommerso interi centri abitati, mentre la furia dei violentissimi venti ciclonici ha strappato via gran parte delle palme e della vegetazione che un tempo caratterizzava l’isola. Proprio lungo la costa orientale di Puerto Rico, durante il passaggio di “Maria”, sono state registrate raffiche di vento veramente violente, di oltre i 177 km/h.

dominica-damage_0Lungo le aree costiere sud-orientali, lì dove “Maria” ha impattato con le tempeste di vento più violente che si annidavano sul quadrante nord dell’uragano, intere foreste sono state devastate, con decine di alberi abbattuti o piegati dalle furibonde folate. Le raffiche violente, in prevalenza da NE e N-NE, hanno inoltre divelto gran parte dei pali elettrici presenti sull’isola, provocando un grosso black out che ha lasciato al buio ben 3.5 milioni di residenti. Ancora più impressionanti i dati relativi agli accumuli pluviometrici, che in alcune località avrebbero superato i 40 Inches, ossia ben oltre i 1000 mm in meno di 24 ore. Nella località di El Yunque, ubicata sul vicino retroterra montuoso, nella parte nord-orientale dell’isola, quella maggiormente esposta al flusso caldo e umido da NE attivo lungo il quadrante occidentale della tempesta, sarebbero stati registrati ben 47 Inches, parliamo di circa 1195 mm di pioggia in 24 ore.

maria-ir-2115Z-9.20.17Parliamo di accumuli pluviometrici veramente impressionanti anche per la stessa Puerto Rico. Difatti è stata proprio questa l’area maggiormente colpita dalle alluvioni lampo, dalle frane e dagli smottamenti che hanno distrutto decine di abitazioni e reso impraticabili gran parte delle strade di montagna, rendendo irraggiungibili alcuni villaggi montani, tuttora isolati. Ma anche sulle località costiere gli accumuli di pioggia sono stati veramente abbondanti, se non eccezionali, come in qualche caso. Questa enorme quantità di acqua scaricata in così poco tempo non poteva essere smaltita dal terreno, ruscellando con grande velocità verso valle, favorendo così l’istantanea piena di molti corsi d’acqua e l’innesco di enormi movimenti franosi e colate di fango di una certa consistenza. Probabilmente Puerto Rico non veniva devastata da un uragano di questa violenza dal 1928, anno in cui l’isola subì una pesantissima distruzione a seguito del passaggio di un uragano di 5^ categoria Saffir-Simpson, quindi ben più forte di “Maria”.

maria-radar-dominicaInoltre non sono mancate neppure le inondazioni causate dalla “storm surge”, la famosa “onda di tempesta” che accompagna il passaggio degli uragani più forti, sopra la 3^ e 4^ categoria Saffir-Simpson. In alcuni punti della costa orientale di Puerto Rico il livello del mare si è alzato di oltre 1 metro, invadendo temporaneamente le aree litoranee e alcuni porti. Ma danni ingenti, in questo caso provocato dai venti fortissimi e dalle possenti mareggiate, vengono segnalati pure nelle Isole Vergini, dove molte isole hanno subito danneggiamenti, anche piuttosto pesanti, con case distrutte, tetti scoperchiati e molte palme che sono state strappate dal terreno. I danni più grossi sono stati segnalati nelle isole di a St. Croix e St. Thomas, dove gli effetti dello “storm surge” hanno inondato l’intera superficie di queste isole, con l’acqua che ha invaso molte abitazioni, resort e hotel.

at201715Qui era da molti anni che non si vedeva una simile distruzione provocata dal passaggio ravvicinato di un grosso uragano. Dopo aver devastato le Isole Vergini e Puerto Rico ora l’uragano “Maria”, dopo essersi indebolita durante il passaggio sopra l’entroterra montuoso di Puerto Rico, che ha esercitato un forte attrito nei confronti della circolazione ciclonica, soprattutto fra bassa e media troposfera, tornerà a muoversi sopra acque superficiali molto calde, di circa +29°C, che contribuiranno ad autoalimentare l’intero sistema, favorendone una nuova intensificazione alla 3^ categoria della scala Saffir-Simpson. La tempesta difatti si troverà a scorrere verso nord-nord/est, passando nel tratto di oceano ad est delle Bahamas. Quindi fino alla serata di sabato l’uragano “Maria”, trovandosi in un ambiente tutto sommato ideale, con molta umidità nei bassi strati e un debole “wind shear verticale”, continuerà a mantenere lo status di ciclone tropicale di 3^ categoria.

ohc_aQG3_2017_262_1200.maria_.int_Il suo passaggio poco ad est delle Bahamas favorirà un temporaneo rafforzamento della ventilazione settentrionale, e di conseguenza anche del moto ondoso, su queste isole fra la giornata di domani e quella di sabato. Da domenica “Maria” potrebbe giungere sopra una vasta area di acque superficiali più fredde, raffreddate per “upwelling” in precedenza dal passaggio dell’uragano “Josè”. Generalmente i fortissimi venti di superficie prodotti dal passaggio di un ciclone tropicale generano un consistente moto ondoso che agita la superficie dell’oceano, determinando “upwelling”. L’”upwelling”, di conseguenza, ha l’effetto di raffreddare la temperatura della superficie del mare su una superficie vasta anche più di 200-300 miglia.

maria-rammb-2117-sep18Tale raffreddamento delle acque oceaniche (SST) su cui insiste il ciclone tropicale può essere anche considerevole, facendo calare i valori termici sotto l’indispensabile soglia dei +27°C, e determinando il rapido indebolimento del profondo sistema depressionario tropicale. Ciò a partire dalla prossima settimana potrebbe rapidamente indebolire “Maria” durante la sua corsa verso nord, davanti l’East Coast degli USA.

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