Il notevole raffreddamento dell’Eurasia intensifica il Monsone invernale che spira forte fino all’equatore

Come ogni inverno prende vigore il flusso legato al “Monsone di NE” sopra il mar Cinese Meridionale e sul mar delle Filippine, che inizia a spirare con una certa intensità in direzione delle isole indonesiane, in particolare del Borneo. Il notevolissimo raffreddamento dell’altopiano tibetano (oltre i 5000 metri di quota) e di tutta l’immensa area eurasiatica, avvenuto in questi giorni, ha favorito la formazione di un robusto anticiclone di natura termica che dal Tibet si estende fino alla Cina centrale, con massimi barici al suolo di oltre i 1030 hpa. Mentre un altro promontorio anticiclonico, con massimi di oltre i 1035 hpa, si sta rafforzando sul mar Cinese Orientale, appena poco a nord dell’isola di Taiwan.

z850_6Questo robusto anticiclone che si è venuto a formare fra il mar Cinese Orientale e la Cina orientale sta creando un importante “gradiente barico orizzontale” in tutta l’area tropicale, tra Filippine, mar Cinese Meridionale e Indonesia, visto il contrasto con le basse pressioni, riconducibili all’ITCZ, in azione lungo l’area equatoriale, tra oceano Indiano e gli arcipelaghi indonesiani. La notevole differenza di pressione, fra l’Asia centrale e la fascia indo-australiana, sta favorendo l’attivazione di intensi venti da NE, piuttosto secchi e freschi, legati all’attività del Monsone invernale, che dal mar Cinese Orientale e dall’entroterra cinese si spingono verso il mar Cinese Meridionale, spazzando con forza le Filippine, le coste più meridionali del Vietnam, arrivando fino in piena area equatoriale.

GFSOPSS06_12_1Il “Monsone di NE”, presentando la sua massima intensità proprio fra gennaio e febbraio, sovente spinge aria più fresca e secca che dalle coste della Cina meridionale viene convogliata in direzione del Vietnam e dei mari malesi e indonesiani. Gli intensi e freschi venti nord-orientali nella giornata di domani, scivolando a carattere anche burrascoso in mare aperto, lungo tutto il mar Cinese Meridionale, si spingeranno fino alle coste orientali della penisola di Malacca, a largo dell’area di Singapore. I forti venti da N-NE si sentiranno soprattutto nel tratto di mare poco a largo delle coste vietnamite, dove nella giornata di domani e in quella di domenica si potranno registrare delle burrasche in mare aperto, con raffiche superiori ai 60-70 km/h.

GFSOPSS06_9_9Ma vere e proprie burrasche da N-NE e da Nord andranno a sferzare pure il tratto di mare ad ovest delle coste occidentali dell’isola del Borneo. Presentandosi come correnti molto più umide (visto il passaggio obbligatorio sopra le calde acque superficiali del mar Cinese Meridionale), bordando le coste occidentali dell’isola del Borneo, sovente riparate dalle elevate catene montuose interne, presenti nel Sabah, che impediscono ai venti monsonici da nord-nord/est di penetrare nell’entroterra, i sostenuti venti da N-NE rimarranno confinati in mare aperto. Questa intensa ventilazione settentrionale, in discesa dal mar Cinese Meridionale, renderà il tratto di mare, tra le coste vietnamite, la penisola di Malacca e le coste occidentali del Borneo, da agitato fino a localmente molto agitato, con onde alte anche più di 3-4 metri a largo del Borneo occidentale, molto insidiose per la navigazione marittima.

GFSOPSS06_6_9Le intense correnti da Nord, aggirando le coste occidentali del Borneo, scivoleranno ulteriormente verso sud, fino alla linea dell’equatore. Proprio all’equatore, raggiunto lo Stretto di Karimata, nei pressi dell’isola di Belitung, la sostenuta ventilazione dai quadranti settentrionali tende a piegare più verso NO e Ovest, incanalandosi così lungo il mar di Giava, attraverso una moderata componente occidentale, da Ovest, che si espande fino al mar di Flores, assumendo una direzione più nord-occidentale ad ovest della Papua Nuova Guinea, dove per l’appunto nasce il “Monsone di Nord-ovest” australiano, responsabile delle forti piogge che in questo periodo dell’anno colpiscono i territori del Northern Australia.

GFSOPSS06_3_9I sostenuti venti monsonici da N-NE continueranno a spirare in modo intenso anche durante i prossimi giorni su gran parte del mar Cinese Meridionale, pur cominciando gradualmente ad indebolirsi. Il mar Cinese Meridionale continuerà però a mantenersi da molto mosso a agitato, con onde alte anche più di 3 metri in mare aperto, nel tratto di mare a nord e ad ovest dell‘isola del Borneo. Molte di queste onde di “mare vivo”, sollevate dai sostenuti venti da N-NE che scivolano dal mar Cinese Meridionale, si propagheranno verso lo Stretto di Karimata e l’isola di Belitung, determinando delle mareggiate lungo le coste orientali della penisola di Malacca e su parte della costa sud-orientale dell’isola di Sumatra. Tale ventilazione inoltre umidificandosi sensibilmente sopra il mar Cinese Meridionale, apporterà precipitazioni molto intense e temporali, fra la bassa penisola di Malacca, gli arcipelaghi malesiani e l’Indonesia.

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