“Florence” punta dritto verso le coste di North Carolina e Virginia, si teme la “storm surge”

Gli Stati Uniti si cominciano a preparare all’arrivo dell’uragano “Florence” che nella serata di giovedì effettuerà il “landfall” sulle coste del North Carolina. Nelle ultime ore la tempesta, passando lungo il bordo sud-occidentale dell’anticiclone delle Bermuda, nel tratto di oceano a largo delle Bahamas, si è ulteriormente intensificato, divenendo un potente uragano di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, presentando al proprio interno venti medi sostenuti fino ad oltre 200 km/h. Si tratta di una struttura vorticosa ben definita, con un immenso “anello di convezione” perfetto caratterizzato da gigantesche nubi cumuliformi alte più di 15-16 km, che riescono a sfondare fino in stratosfera. Ma quello che è più temuto dagli stessi meteorologi americani è proprio la sua traiettoria che rischia di interessare l’East Coast, con l’occhio che dovrebbe toccare terra nei pressi delle coste del North Carolina. In questo modo le tempeste più violente che si annidano attorno il profondissimo occhio centrale, che presenta ora un minimo barico di 950 hpa, rischiano di spazzare e devastare l’intero tratto di costa, dalle basse coste sabbiose del North Carolina fino alla Virginia.

florence-sep11Purtroppo come temevamo “Florence” scorrendo sopra le ancora calde acque superficiali del tratto di Atlantico a nord-est delle Bahamas, è riuscito nuovamente a prendere forza, divenendo nuovamente un imponente ciclone tropicale di 4^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che oltrepassano i 200 km/h nell’area attorno l’occhio e una pressione centrale scesa ora a ben 950 hpa. Anche durante il passaggio in un ambiente un po’ più ostile, circondato da aria più secca in quota, “Florence” ha dimostrato di possedere una struttura davvero immensa, capace di poter superare ogni tipo di ostacolo. Generalmente gli uragani dotati di una struttura molto grande, come “Florence”, rappresentano una serissima minaccia poiché tendono ad indebolirsi molto lentamente, anche poco dopo il “landfall”, conservando gran parte della propria forza originaria assorbita sopra le caldissime acque dell’Atlantico tropicale.

rainfall-sep11Proprio per questo ora l’uragano spaventa gli abitanti del North Carolina e della Virginia che rischiano ora di fare i conti con i potentissimi venti ciclonici da N-NE e NE, presenti sul quadrante più occidentale della tempesta. Le temperature lungo la sommità delle imponenti nubi torreggianti che circondano l’occhio centrale dell’uragano sono particolarmente fredde, segno della presenza nell’area attorno il nucleo centrale del ciclone tropicale di una attività convettiva molto profonda. Le sue dimensioni e soprattutto la gran quantità di vapore acqueo tropicale risucchiato nei giorni scorsi dall’Atlantico tropicale rappresentano ora un grave pericolo per molti stati della costa orientale degli USA che da venerdì rischiano di essere coinvolto da piogge torrenziali polverizzate dai venti ciclonici violentissimi, ma anche dal fenomeno della “storm surge”, attivato dalle forti tempeste di vento attive sul lato nord dell’uragano. Con il termine “storm surge” s’intende un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare prodotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa, che accompagna il passaggio del potente ciclone tropicale che tende a sospingere verso la costa un enorme quantitativo di acque, provocando gravi inondazioni nei tratti di costa pianeggianti.

hwrf-sep11In questo caso l’effetto dello “storm surge” potrebbe avere esiti davvero distruttivi su buona parte della costa atlantica del North Carolina e della Virginia, dove si potrebbe sviluppare un’onda di mare alta più di 2 metri, in grado di sommergere intere aree fino all’entroterra. In particolare per le aree più depresse della costa che rischiano così di finire sott’acqua durante il passaggio della tempesta, coinvolgendo diversi centri abitati e città. Il pericolo di una “storm surge” dagli esiti distruttivi si potrebbe realmente concretizzare se l’occhio centrale di “Florence” si avvicinerà minacciosamente alla fascia costiera della Virginia, nei pressi di Norfolk, favorendo l’ingresso delle violente tempeste da NE, E-NE, ed Est fino a ridosso delle coste della Virginia. Se tale ipotesi dovrebbe realizzarsi una piccola parte delle coste della Virginia e della vicina North Carolina rischiano di essere letteralmente spazzata dalle tempeste di vento più violente, da NE, E-NE, Est e E-SE, che si annidano a poco più di 50 km dall’occhio centrale, con associate forti mareggiate e conseguenti inondazioni delle zone costiere per “storm surge”. In tal caso alcune località costiere, lungo il confine fra North Carolina e Virginia, rischiano di dover subire, per diverse ore, venti aventi l’intensità di uragano, anche di 2^ e 3^ categoria, in grado di poter arrecare danni anche alle strutture mobili e alle abitazioni. Ciò vuol dire che l’intera North Carolina ed in seguito pure buona parte della Virginia verranno interessata dal quadrante occidentale di “Florence”, quello dove si celano le tempeste di vento più forti, dapprima da NE, E-NE ed Est in rotazione a E-SE e SE.

florence-sep5-modis_0Venti violenti provenienti direttamente dall’oceano, quindi in grado di sollevare ondate davvero enormi che inonderanno vaste aree costiere, da Myrtle Beach fino all’area di Virginia Beach. Entro le prime ore di giovedì il quadrante occidentale dell’uragano dovrebbe cominciare ad abbordare le coste del North Carolina, scaricando le prime piogge e i primi forti rovesci di pioggia. Queste precipitazioni si accompagneranno anche ad un significativo rinforzo dei venti, dapprima da Nord e N-NE, in successiva rotazione da ENE ed Est, e dopo da E-SE, SE e S-SE, con raffiche anche piuttosto intense sulle coste. Al contempo “Florence” avvicinandosi alle coste dovrebbe cominciare ad indebolirsi, finendo su acque sempre meno profonde, e con sempre meno calore latente a disposizione per lo sviluppo della convezione lungo i suoi bordi. Inoltre nel corso della serata di giovedì l’uragano, ormai prossimo alle coste del North Carolina, continuando a salire verso nord-ovest dovrà fare i conti con un sensibile rinforzo del “wind shear” in quota che potrebbe cominciare ad intaccare la circolazione ciclonica sul settore più settentrionale, premendo al proprio interno con un flusso di aria più secca nella media troposfera che potrà indebolire, seppur parzialmente, l’attività convettiva sul quadrante meridionale e occidentale.

vis-sat-flo-1450Z-9.9.18-835pxMa nonostante il probabile indebolimento l’intensa attività convettiva che si conserverà all’interno del nucleo centrale del ciclone tropicale, supportata dall’enorme quantità di umidità tropicale aspirata precedentemente sull’Atlantico tropicale, riuscirà a dispensare precipitazioni davvero di carattere torrenziale, se non eccezionali anche per le coste atlantiche del North Carolina e della Virginia, dove il rischio di pericolosi “flash floods” sarà particolarmente elevato.  Si stimano localmente possibili accumuli anche superiori ai 400 mm, se non addirittura superiori. Piogge torrenziali che rischiano di far straripare fiumi e paludi, generando inondazioni su vastissime porzioni di territorio, sommandosi agli allagamenti e alle inondazioni prodotte dalla “storm surge”.

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