Tornano i venti occidentali sui mari del centro-sud, martedì possibili mareggiate

Non solo piogge, rovesci e temporali in arrivo lungo le regioni tirreniche. Ma all’inizio della prossima settimana il passaggio di diversi sistemi frontali atlantici, che dalla Spagna si spingeranno rapidamente verso i Balcani, attraversando l’Italia centro-meridionale, sarà accompagnato pure da venti piuttosto intensi che potranno superare la soglia d’attenzione in diversi bacini, fra cui il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e basso Tirreno, dove già da lunedì soffieranno sostenuti venti di libeccio e ponente, direttamente provenienti dallo Stretto di Gibilterra e dal mare di Alboran. Già dalle prossime ore, con l’affondo di una nuova saccatura in discesa dalle Isole Britanniche, alimentata lungo il bordo più occidentale dalla discesa di aria molto fredda di tipo polare marittima, provocherà un marcato tracollo dei valori di geopoteziale in quota e barometrici al suolo. Lo scivolamento di questa saccatura fino al Mediterraneo determinerà l’erosione delle propaggini più occidentali del modestissimo promontorio anticiclonico “interciclonico” presente sul Mediterraneo centrale.

wind10m_C_web_50Ciò determinerà, a partire dal pomeriggio odierno, un consistente inspessimento del “gradiente barico orizzontale” su tutto il Mediterraneo centro-occidentale. Questo fitto addensamento di isobare sopra i mari italiani determinerà una conseguente intensificazione della ventilazione da SO e O-SO, che si attiverà lungo il margine più meridionale della saccatura, in ingresso sul Mediterraneo. Al contempo il robusto promontorio anticiclonico oceanico, rafforzandosi ulteriormente sul vicino Atlantico orientale, si contrapporrà con le isobare più strette, facenti capo alla saccatura penetrata sul Mediterraneo, con un minimo barico relativo che dal Tirreno centro-meridionale tenderà ad allontanarsi verso l’Adriatico centrale.

aV2NsKg9-84556132dfc1f331a238aefebb9cf532La compressione del “gradiente barico orizzontale” che si verrà a costruire, enfatizzata dalla spinta di masse d’aria sempre più fredde, di origini polari marittime, in sfondamento dal Rodano, che a loro volta causeranno un aumento della pressione barometrica fra la Spagna e il mare delle Baleari, agevolerà l’innesco di una impetuosa ventilazione da O-SO e SO, che dallo Stretto di Gibilterra e dal mar di Alboran, attraverso le Baleari, il mar di Sardegna e il Canale di Sardegna, si propagherà a tutto il Tirreno, fino alle coste di Campania, Calabria, Basilicata, tramite un intenso libeccio che risalirà il bacino tirrenico, sollevando un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere o superare i 3.0 metri di altezza.

swh_B_web_50I venti più forti, nella giornata di martedì, dovrebbero sferzare la Sardegna, dove irromperanno intensi venti da O-NO e NO, per estendersi alla Sicilia, al basso Tirreno ed in seguito al mar Ionio, con una intensa ventilazione dai quadranti occidentali. L’ampio “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento), esteso dal tratto di mare antistante la costa algerina fino al Canale di Sardegna, mare di Sardegna e al Tirreno centro-meridionale, favorirà lo sviluppo di un moto ondoso consistente su tutti i bacini più meridionali e sui mari che circondano la Sardegna meridionale e la Sicilia. Proprio lungo le coste della Sardegna occidentale nella mattinata di martedì sono attese le prime deboli mareggiate, per l’arrivo di onde alte fino a più di 3.0-4.0 metri. Sul Tirreno centro-meridionale i sostenuti venti da O-SO e Ovest genereranno nella giornata di domani onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 3.0 metri di altezza nel tratto di mare antistante le coste della Calabria tirrenica. Queste ondate, piuttosto alte, si dirigeranno verso i litorali del Lazio e della Campania, attivando su questi mareggiate di debole e moderata intensità che potranno arrecare anche dei danni nei tratti soggetti al fenomeno dell’erosione. Ma un rapido aumento del moto ondoso è atteso pure fra Canale di Sicilia, Ionio (a largo), che da mossi diventeranno molto mossi, fino ad agitato a largo lo Ionio settentrionale.

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