In Siberia il gelo diviene “siderale”: sfiorati i primi -50°C, sta per comparire l’anticiclone termico

Siamo ormai giunti al primo giorno di dicembre, e malgrado i vari intoppi, il processo di “raffreddamento pellicolare” delle innevate lande siberiane procede indisturbato. Nei giorni scorsi, in diverse località della Repubblica di Jacuzia, nell’estremo nord-est della Siberia, le temperature sono scivolate al di sotto del muro dei -45°C, facendo registrare i primi picchi assoluti di -46°C -47°C, anche a quote relativamente basse. Queste temperature cosi estremamente basse indicano che nei bassi sopra, sopra i territori della Siberia centro-orientale, si è già isolato un solido “cuscinetto di aria molto gelida” e pesante che stagnerà a lungo sopra i suoli ben innevati della Jacuzia, raffreddandosi ulteriormente a seguito anche del forte irraggiamento notturno che caratterizza l’inverno nelle gelide lande dell’Eurasia. Difatti il progressivo raffreddamento della massa d’aria gelida stagnante in prossima del suolo coperto di neve viene esacerbato non tanto dall’effetto “Albedo”, il quale entra di scena solo all’arrivo delle prime nevicate (quanto il manto nevoso fresco, caratterizzato da un bianco brillante, riflette i raggi solari), e raffredda lo strato d’aria prossimo al suolo solo durante il giorno, quanto dall’intenso irraggiamento notturno (tipico dei climi continentali delle terre euro-asiatiche) che determinerà un ulteriore discesa dei valori termici, sotto la soglia dei -40°C -45°C in varie aree della Jacuzia.

75275575Proprio nella serata di ieri siamo arrivati ad un passo dai primi -50°C di stagione, con la stazione meteorologica di Toko (ubicata a circa 853 metri di altezza) che ha registrato una minima di ben -49,3°C, la più bassa finora mai toccata in Siberia. Notevolissimi pure i -49,1°C raggiunti a Delyankir (802 metri di altezza), i -48,6°C di Agayakan (775 metri di altezza) e i -48,3°C di Nera (518 metri di altezza), dove la scorsa notte il gelo è divenuto davvero “siderale”. Tutte queste località sono riuscite, ancora una volta, a battere la gelidissima Ojmjakon, considerato il polo del grande gelo in tutto l’emisfero boreale. Fino ad oggi il villaggio di Ojmjakon non è riuscito a sfondare il fatidico muro dei -47,8°C, a causa dello scarso innevamento (è nevicato debolmente e a sprazzi giovedì), ma anche dei cieli quasi sempre nuvolosi o coperti. Fattori che non hanno permesso la realizzazione di forti inversioni termiche notturne, ideali per lo sprofondamento dei valori termici al di sotto dei -48°C -50°C.

10269457_856978237658933_7040500059879341062_nAl momento ad Ojmjakon l’accumulo di neve ghiacciata al suolo è fermo sui 18 cm, mentre fino all’11 di novembre si contavano appena 11 cm di manto bianco. Entro la fine della prima decade di dicembre anche Ojmjakon dovrebbe sprofondare sotto la soglia dei primi -50°C, cominciando la rincorsa alle rivali Iema, Yurty e Ust-Nera, già prossime ai primi -50°C di stagione. Una corsa serrata che verrà decisa nei prossimi giorni dai comportamenti del vortice polare nell’area artica e lungo tutta la costa della Siberia settentrionale.

anticiclone termicoAnalizzando le mappe della pressione a livello del mare, quelle inerenti alle isoterme alla quota di 850 hPa (circa 1400 metri) e dei geopotenziali a 500 hPa (5200 metri di altezza), si inizia a notare la prima timida comparsa, nei bassi strati, dell’anticiclone termico “russo-siberiano”, che finora si è presentato con massimi barici di oltre i 1035-1040 hpa che si sono disposti tra il settore più orientale dell’altopiano della Siberia centrale, l’area dei monti Verhojansk e Cerski e la parte più nord-orientale della regione siberiana. Ma solo a partire dai prossimi giorni l’anticiclone termico riuscirà ad espandersi verso ovest, spingendosi fino alle porte dell’Europa, in direzione degli Urali. Questo imponente anticiclone di carattere termico nei prossimi giorni, grazie a questo intenso raffreddamento, dovrebbe estendersi verso l’altopiano della Siberia centrale e il bassopiano della Siberia occidentale, fino alle ormai innevate steppe del Kazakistan e alle pianure Sarmatiche, dove si svilupperà un robusto anticiclone, nei bassi strati, che presenterà dei massimi barici di oltre 1050-1055 hPa sulla Siberia centro-occidentale. Segno inequivocabile dell’arrivo del vero inverno.

 

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