Domani neve sul nord, poi gran scaldata: “zero termico” sopra i 2000 metri in Appennino

Una vasta circolazione depressionaria, a carattere freddo, dalle alte latitudini dell’Atlantico settentrionale riesce a distendersi verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, proiettando il proprio asse principale in direzione della Spagna e della Francia. Tale circolazione depressionaria, interamente riempita di aria artica marittima nella media troposfera, con isoterme prossime ai -42°C a 500 hPa poco ad est dell’Islanda, è circondata lungo i suoi lati da ben due differenti promontori anticiclonici dinamici. Il primo lo troviamo in azione in pieno Atlantico, con massimi di 1030 hPa poco ad ovest delle Azzorre, mentre il secondo promontorio anticiclonico dal Medio Oriente si elonga fino al sud della Russia e al Kazakistan occidentale, contribuendo ad “avvettare” masse d’aria piuttosto miti in direzione dell’Ucraina centro-occidentale e della Russia meridionale.

15_850Lungo il bordo più meridionale di questa ampia circolazione depressionaria, che dal nord Atlantico si distende fin sul Mediterraneo, l’intensificazione del “gradiente di geopotenziale” in quota sta producendo l’attivazione di un temperato e umido flusso “zonale”, che dal vicino Atlantico si dipana, molto velocemente, in direzione dell’Italia. Nella giornata di domani, con l’ulteriore progressione verso levante della saccatura, annessa alla sopra menzionata circolazione depressionaria fredda, il tempo sulle nostre regioni centro-settentrionali andrà rapidamente a peggiorare, per il sopraggiungere di un flusso di aria umida e più temperata sud-occidentale, che dalla Spagna, subito dopo aver attraversato il mar delle Baleari, il mar di Corsica e il mar Ligure, raggiungerà le nostre regioni centro-settentrionali. L’aria umida spinta dai più temperati venti da SO andrà a scorrere al di sopra dello strato di aria fredda presente nei bassi strati, in prossimità del suolo, favorendo lo sviluppo di estesi annuvolamenti di carattere avvettivo che dispenseranno piogge e nevicate, inizialmente fino in prossimità del piano fra Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale. Dalla seconda parte del giorno, a causa dell’afflusso di aria sempre più mite in quota che andrà a rovinare la colonna d’aria, le nevicate si dovrebbero tramutare in pioggia.

0ch_42Solo fra il basso Piemonte e sulle Prealpi lombarde, anche nel corso del pomeriggio di domani, continuerà a nevicare fino a quote molto basse. Mentre le Alpi, finalmente, si riempiranno di neve fresca fin dalle basse quote, sull’Appennino il brusco rialzo termico rischia di fondere buona parte del manto nevoso caduto negli ultimi giorni a bassa quota. Sulle regioni tirreniche, lungo l’Appennino, il richiamo di aria mite e molto umida da SO farà impennare la quota neve, fino ad oltre i 1000 metri, e a quote ancora più alte sull’Appennino centro-meridionale, dove sabato lo “zero termico”, a causa dell’avvezione di aria mite attivata sul lato ascendente della saccatura, raggiungerà i 2000 metri di altezza. In Sicilia, nella giornata di sabato 2 febbraio, la quota dello “zero termico” potrebbe raggiungere i 2800 metri, provocando una veloce fusione di buona parte della neve caduta fra Madonie, Nebrodi ed Etna. La parziale fusione della neve rappresenterà un elemento di pericolo, poiché appesantirà ulteriormente il manto nevoso in superficie, rendendolo molto instabile, soprattutto lungo i crinali montuosi, dove si registrano spessori piuttosto significativi. Inoltre va detto che nel corso del prossimo fine settimana l’aria più tiepida e umida, risalendo fino alle regioni settentrionali, innalzerà la quota delle “zero termico”, determinando un repentino aumento dei valori termici che trasformeranno in un batter d’occhio la neve in pioggia lungo tutto l’entroterra appenninico. Queste piogge scioglieranno velocemente i cumuli di neve fresca che si erano depositati sui rilievi dell’entroterra, durante l’intensa ondata di freddo di questi ultimi giorni. L’enorme quantità di neve sciolta in modo abbastanza rapida rischia di determinare un notevole “stress” idraulico che potrebbe ingrossare molti fiumi e torrenti. Il fenomeno interesserà soprattutto le centro-meridionali, le quali nei giorni scorsi sono state interessate dalle nevicate più intense in montagna.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...