Altro che fine inverno, sembra tarda primavera!!

Dopo le avvezioni fredde, di origine continentale, che hanno caratterizzato l’ultima decade di febbraio, con le nevicate fino a bassa quota sui rilievi del centro-sud, sul resto delle regioni italiane l’inverno pare sia andato in letargo. Per molte regioni italiani anche quello del 2019 rischia di essere catalogato come l’ennesimo inverno mite, secco, che rischia di chiudere con tanto di anomalie termiche positive. Ieri è andata in archivio l’ennesima giornata calda e assolata che si è conclusa con l’abbattimento di decine e decine di record assoluti di caldo mensili per il mese di febbraio, con massime di oltre +21°C +22°C.  Ed in base al quadro barico che nelle prossime settimane si presenterà sull’area euro-atlantica purtroppo lascia presagire che, almeno fino alla metà di marzo, l’aria gelida proveniente dalle latitudini polari difficilmente riuscirà a versarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, dando luogo a quei intensi colpi di coda della stagione invernale che caratterizzano questo periodo dell’anno, con tempo instabile, frequenti nevicate fino a bassa quota, se non addirittura al piano nel caso di invasioni di masse d’aria molto gelide e pesanti, in sfondamento da NE o E-NE (con le cosiddette “retrogressioni” gelide di matrice scandinava o russa).

analyza (5)Pertanto, nelle prossime settimane, dovremo ancora fare i conti con un flusso perturbato piuttosto intenso, che scorrerà a gran velocità sull’area atlantica, intorno al 50° parallelo nord, con ondulazioni (“onde di Rossby”) a tratti marcate, ma che verranno prontamente tagliate dai poderosi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto polare”). Veri e propri fiumi d’aria che scorrono ad altissima velocità nell’alta troposfera e che si attiveranno fra il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, a seguito dell’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico” tra le latitudini artiche e l’area temperata. In particolare sull’Asia orientale, cosi come sul Canada centro-orientale, nei prossimi giorni, a causa del frazionamento del vortice polare in due grandi “lobi” secondari (con elevata vorticità positiva in quota) posizionati fra la Siberia orientale e l’Arcipelago Artico canadese, s’instaureranno delle vaste aree con valori di geopotenziali in quota estremamente bassi, in grado di produrre dei formidabili “gradienti di geopotenziale” che alimenteranno ulteriormente il ramo principale del “getto polare”, imprimendogli forza e velocità.

Ocean_sunset_pictureQuesto forte “gradiente di geopotenziale” in quota, che si verrà ad innescare fra i territori della Siberia orientale e la Cina centrale, produrrà possenti “Jet Streaks” che dal Pacifico occidentale, con massimi di velocità di oltre i 290-300 km/h alla quota di 250 hPa, si spingeranno molto velocemente sopra i cieli del Canada e degli USA settentrionali, prima di versarsi sull’Atlantico occidentale, inibendo le spinte meridiane dell’anticiclone delle Azzorre. In sostanza, la presenza di un “getto polare” molto forte, rinvigorito da questi “gradienti di geopotenziale” attivi fra l’Asia orientale ed il nord America, con intensi “Jet Streaks” che si distribuiranno fra il Pacifico settentrionale e l’Atlantico orientale, fino alle porte dell’Europa occidentale, inibirà lo sviluppo di onde troposferiche vigorose e ben strutturate, capaci di ergersi fino alle latitudini artiche, intaccando dall’interno la figura del vortice polare troposferico, favorendo uno “split” completo di quest’ultimo. In tale contesto di elevata zonalita’ le masse d’aria molto gelide, d’estrazione artica, rimarranno confinate fra l’altopiano della Siberia orientale (Jacuzia), dove rimarrà attivo un invasivo “lobo siberiano” del vortice polare, e l’area canadese, dove insisterà il “lobo canadese”, che presenterà un profondo minimo di geopotenziale alla quota di 500 hPa, responsabile del netto rinvigorimento del ramo principale del “getto polare” che esce dal continente nord americano.

goccia fredda SaharaFin quando persisterà questa anomalia di geopotenziali estremamente bassi sull’area canadese sull’Atlantico il flusso perturbato principale scorrerà assumendo una marcata componente zonale che penetrerà fin sull’Europa orientale, dove le umide e miti correnti oceaniche scorreranno al di sopra delle masse d’aria gelide appena depositate nei bassi strati dalla recente avvezione fredda scivolata fra l’Ucraina e le Repubbliche Baltiche. La porta delle umide e piovose perturbazioni atlantiche rimarrà spalancata per svariate settimane, tanto che l’Italia, più che a neve e freddo, dovrà prepararsi ad affrontare nuove fasi perturbate, con intense precipitazioni sulle regioni settentrionali e i settori tirrenici, accompagnate da venti burrascosi e da un clima sostanzialmente mite per il periodo.

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