Le conseguenze del ricompattamento del vortice polare

Con l’arrivo di marzo il vortice polare troposferico torna a ricompattarsi in sede artica, presentando un assetto bipolare, con due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera. Un vortice polare cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature scivolano abbondantemente sotto la soglia dei +0°C, arrivando a toccare valori di -20°C -30°C a bassa quota.

plot001_f30Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -25°C -30°C a quote relativamente molto basse. Tale raffreddamento dell’Artico, a sua volta, tende a rafforzare il “gradiente di geopotenziale” ed il “gradiente termico orizzontale” fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, fra nord America, Europa e Asia centro-settentrionale. Il forte “gradiente di geopotenziale” in quota che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del “getto polare” che presentando un andamento più rettilineo, con potenti “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto polare” in quota), fra l’estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l’Europa, taglia le spinte meridiane degli anticicloni oceanici, presenti fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico.

plot003_f18Ciò spiega pure la ripresa del flusso perturbato atlantico sull’Europa, con l’ingresso di vari sistemi frontali, di origine oceanica, che apporteranno piogge, rovesci e venti sostenuti, dai quadranti occidentali, in buona parte dei Paesi dell’Europa centrale. Il sensibile rinforzo del “getto polare”, al momento, impedisce cosi la costruzione di ampi flussi meridiani, inibendo in tal modo l’afflusso verso latitudini più meridionali delle masse d’aria, molto fredde e pesanti, presenti sopra il mar Glaciale Artico. Quest’ultime permarranno in loco, colmando la struttura del vortice polare troposferico che presenterà un’ottima forma in sede polare, almeno fino alla seconda decade di marzo.

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