Forte maltempo tra il Baltico e la Russia, a San Pietroburgo raffiche prossime ai 90 km/h

Mentre sul Mediterraneo il tempo continua ad essere governato dalle propaggini più orientali di un promontorio anticiclonico di origine oceanica, il flusso perturbato principale continua a scorrere a latitudini piuttosto elevate, fra il nord Atlantico e la penisola Scandinava, presentando degli impetuosi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto polare” nell’alta troposfera) che nelle prossime ore scorreranno sopra la Norvegia e la Svezia meridionale, per poi proseguire verso l’Europa centrale, il mar Baltico, la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria. Nella giornata di ieri una significativa ondata di maltempo, dopo aver interessato la penisola Scandinava, ha colpito le Repubbliche Baltiche e il settore occidentale della Russia europea, con piogge, nevicate diffuse, rovesci e soprattutto venti molto forti, da O-SO e Ovest, che hanno raggiunto l’intensità di burrasca forte sul mar Baltico e sul Golfo di Finlandia, con raffiche che hanno toccato punte di oltre i 70-80 km/h. Ma con picchi che localmente, in particolare lungo le coste esposte di Lettonia, Lituania, e nell’area del Golfo di Finlandia, hanno oltrepassato la soglia dei 90 km/h. La stazione meteorologica dell’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo ha registrato un picco di ben 86 km/h da Ovest, intorno le 01:00 PM. Proprio a San Pietroburgo le forti raffiche da Ovest hanno cagionato ingenti danni, sradicando alberi, pali e cartelloni pubblicitari.

analyzaA Tallinn invece le raffiche, sempre da Ovest, hanno raggiunto un picco di 83 km/h nella mattinata di ieri. L’ondata di maltempo è stata originata dal passaggio di un sistema frontale, di origine atlantica, inserito all’interno del flusso perturbato principale che scorre a gran velocità fra l’Atlantico settentrionale e la Scandinavia, con un “Jet Streak” che dal mar di Norvegia si muove a gran velocità verso la Norvegia meridionale e il sud della Svezia. Nella giornata di ieri, sabato 9 marzo 2019, questo sistema frontale, collegato ad una più vasta circolazione depressionaria che dalla Finlandia si è spostata verso la Carelia, dopo aver scavalcato le Alpi Scandinave, si è rapidamente spostato verso le Repubbliche Baltiche, il Golfo di Finlandia e la Carelia, interessando con il proprio ramo più meridionale anche la Bielorussia e il nord dell’Ucraina. Muovendosi verso le Repubbliche Baltiche, l’ovest della Russia, la Bielorussia e l’Ucraina, questo ampio sistema frontale a carattere freddo ha arrecato precipitazioni che hanno assunto prevalente carattere nevoso, fino a quote prossime al piano, data la presenza nei bassi strati di un campo termico con valori intorno i +0°C.

b_rian_02970778_bSoprattutto fra la Finlandia e il settore più occidentale della Russia europea, inclusa l’area di Mosca, dove sono sopraggiunte nevicate di debole e moderata intensità a carattere diffuso. Al contempo la profonda depressione extratropicale, con un minimo al suolo sceso sotto i 965 hPa, è stata alimentato lungo il bordo più occidentale dal ramo principale del “getto polare”, il quale ha impresso una intensa vorticità positiva che ha contribuito ad invorticare la struttura ciclonica che si è spostata verso la Repubblica della Carelia. Questa profonda circolazione depressionaria, spostandosi verso la Carelia, era supportata, lungo il bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria molto fredde, di origine polare marittima, che dal mar di Norvegia si sono fiondate molto rapidamente sul mar Baltico, attraverso intensi venti dai quadranti occidentali, che dopo aver attraversato il Baltico si sono dipanati in direzione delle coste di Estonia, Lituania e Lettonia, con venti da O-SO, Ovest e O-NO che sono divenuti particolarmente forti, a seguito dell’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” sul Baltico e sul Golfo di Finlandia, fra le coste svedesi e quelle delle Repubbliche Baltiche.

Reurmetx (1)Tale divario barico è stato ulteriormente intensificato dalla contemporanea espansione, verso est, in direzione del Mediterraneo, del promontorio anticiclonico delle Azzorre, che ha mantenuto i propri massimi superiori ai 1035 hPa sull’Atlantico portoghese. Le isobare ellittiche dell’anticiclone oceanico, premendo verso le Alpi e l’Europa centrale, sono state in grado di comprimere il già fitto “gradiente barico orizzontale” presente tra la Scandinavia e l’Europa centro-orientale, lungo il lato occidentale della profonda depressione, a carattere freddo, che andrà ad isolarsi sulla Carelia, attivando così forti venti di burrasca, prevalentemente dai quadranti occidentali, che hanno spazzato le coste di Estonia, Lituania e la Russia occidentale, con raffiche che hanno lambito picchi di oltre i 70-80 km/h nei tratti di costa esposti ad ovest. Le impetuose correnti da O-SO e Ovest poi si sono incanalate all’interno del Golfo di Finlandia prima di raggiungere la città di San Pietroburgo, sotto forma di raffiche molto forti e turbolenti da Ovest e O-SO. Le forti burrasche da Ovest hanno prodotto anche un significativo aumento del moto ondoso sul mar Baltico, sollevando onde di “mare vivo” alte anche più di 2.5-3.0 metri che sono andate a rompersi sui bassi fondali sabbiosi di Estonia, Lituania e Lettonia, dove si attiveranno delle mareggiate di debole e moderata intensità che potrebbero produrre fenomeni di erosione.

1L’intensa ventilazione dai quadranti occidentali, seguendo l’evoluzione verso levante del sistema frontale, dalle Repubbliche Baltiche si è estesa verso l’ovest della Russia europea, la Bielorussia e l’Ucraina centro-occidentale, sotto forma di intense raffiche da O-SO e Ovest che superato i 60-70 km/h, in particolare subito dopo il passaggio del fronte freddo che si allontanava rapidamente verso il bassopiano Sarmatico mentre una tesa ventilazione da SO e S-SO risaliva le pianure Sarmatiche, fino ai territori del nord della Russia europea. Il sistema frontale annesso a questa circolazione depressionaria, durante il suo spostamento verso levante, fra stanotte e la giornata di domani darà origine anche a nevicate diffuse tra la Finlandia, la Russia centro-occidentale, fino alla regione del Volga.

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