Caldo eccezionale sull’area alpina e nord, cadono anche record assoluti

Quella di ieri, giovedì 27 giugno 2019, passerà alla storia come una delle giornate più calde di sempre per buona parte delle nostre regioni settentrionali e l’area alpina. L’irrompere dell’avvezione calda in quota, con isoterme veramente “eccezionali” nella libera atmosfera, tanto che la +27°C a 850 hPa per la prima volta nella storia è comparsa nei cieli sopra Milano, ha trasformato la pianura Padana e i fondovalle alpini in autentici forni a cielo aperto. Già poco dopo le 15:00 tutte le località della pianura Padana registravano valori compresi fra i +36°C e o +38°C, con picchi localmente prossimi ai +39°C +40°C in alcune località del basso Piemonte, sulla pianura emiliana e in alcuni punti, lungo il confine fra Lombardia e Veneto. Valori davvero incredibili, che fanno considerati “eccezionali”, e non solo per il mese di giugno. Oltre alle decine di record di caldo mensili frantumati, in alcune stazioni, fra Piemonte, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, sono stati superati i record di caldo assoluto.

t2mz1_web_34Fra questi citeremo solo quelli che appartengono a stazioni meteorologiche la cui serie supera i 50 anni di raccolta dati. Su tutti spiccano i +40°C registrati dalla stazione meteorologiche di Bolzano che stracciano il precedente record di caldo assoluto risalente al 1983, quando si raggiunsero’ i +39,1°C. Ancora più significativo il record di caldo assoluto caduto ieri a Mondovì, dove la temperatura massima ha raggiunto un picco di ben +40,2°C, valore che ha distrutto il precedente record di +38,6°C del 1945. Nuovo record di caldo assoluto anche ad Aosta, dove per la prima volta nella storia si sono superati i +40°C, grazie anche al contributo “favonico” che ha contributo a scaldare ulteriormente una massa d’aria già molto rovente in quota. Per la prima volta nella storia anche in Valle d’Aosta è stato sfondato il muro dei +40°C.

24_850Ma il caldo “eccezionale” si è avvertito ancora di più alta quota sulle Alpi, dove lo “zero termico” si è impennato al di sopra dei 5000 metri. Tanto che in diverse località di alta montagna la colonnina di mercurio si è portata su valori ampiamente superiori ai +0°C. Per esempio, a Pian Rosa, ieri la massima ha oltrepassato la soglia dei +9°C, a ben 3800 metri di altezza. A Courmayeur, circa 1200 metri di quota, sono stati toccati i +35°C, mentre in altre località, come Bormio, si sono registrati picchi di +34°C. Dal punto di vista sinottico quella di ieri è stata una giornata molto particolare, con un rarissimo mix di fattori che hanno contribuito a far incrementare ulteriormente le temperature lungo l’area alpina e sulla pianura Padana. L’intensa onda mobile di calore, proveniente dall’entroterra desertico algerino, dopo aver invaso il Mediterraneo centro-occidentale risalendo fino alle Alpi, si è spostata gradualmente verso nord, iniziando a coinvolgere pure le Isole Britanniche.

onda di calore FranciaDifatti, con la graduale rotazione verso levante dell’imponente promontorio anticiclonico di blocco ad “Omega” eretto oltre i 50° di latitudine nord, buona parte dell’aria molto calda e rovente si è mossa verso nord/est, interessando la Francia, l’area alpina, la Germania, la Svizzera e infine pure l’Italia settentrionale, dove ieri si è assistito ad un ulteriore incremento delle temperature massime, che si porteranno ben al di là dei +35°C +36°C, con picchi possibili di oltre +37°C +38°C diffusi in molte regioni e di oltre +40°C nelle zone interne delle regioni centro/settentrionali. Del resto le condizioni meteo/climatiche e ambientali locali erano più che favorevoli per avere temperature massime davvero eccezionali per il periodo, specialmente fra la Francia, il Belgio meridionale, la Germania occidentale e in tutta l’area alpina occidentale, dalla Svizzera al nord Italia, dato lo scorrimento in quota di masse d’aria molto calde e secche d’estrazione sub-tropicale continentale, le intense “subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti in seno alla colonna d’aria) che schiacciano l’aria nei bassi strati, surriscaldandola ulteriormente, e il prolungato soleggiamento diurno che sta trasformando i bassopiani di Francia, Belgio, Germania occidentale, ma anche la nostra pianura Padana, in autentici forni a cielo aperto.

heat-wave1024Peraltro la cosa che stupisce è vedere come l’alito “rovente” sahariano, dopo aver investito la Francia, il Belgio meridionale, tende a raggiungere la Germania, la Svizzera e in seguito pure il nord Italia attraverso una debole ventilazione prevalentemente settentrionale che ha scaldato ulteriormente l’aria, all’interno dei fondovalli alpini (vedi i +40°C sui fondovalle valdostani) e nella pianura Padana. E proprio grazie a questo mix di fattori che in alcune località del nord Italia, soprattutto fra Valle d’Aosta e Piemonte, si sono registrate delle temperature massime davvero eccezionali, localmente anche più elevate rispetto a quelle misurate nella terribile estate del 2003.

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