Alluvioni nel sud della Siberia, interi villaggi sommersi nell’obast di Irkutsk

La particolare configurazione di blocco che si è venuta a scavare lungo l’Asia centrale ha dato luogo ad una serie di eventi meteorologi estremi che si sono manifestati su vastissime aree geografiche. Particolarmente colpita, negli ultimi giorni, è stata la Siberia meridionale che ha dovuto fare i conti con una tremenda alluvione. Negli ultimi giorni, piogge insistenti, che hanno assunto anche carattere di rovescio e temporale, hanno flagellato diverse aree della Siberia meridionale, provocando gravi inondazioni che hanno colpito l’oblast di Irkutsk, dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza, a seguito dello straripamento di diversi fiumi. Il ministero delle emergenze russo ha fatto sapere che sono stati trovati 24 dispersi, ma ne mancano all’appello ancora 13.

193A1B68-F5CB-4A03-87C0-97D192E7E295_w1023_r1_sLe forti piogge che hanno interessato l’oblast di Irkutsk hanno fatto straripare diversi fiumi, le cui acque hanno sommerso centri abitati e interi villaggi. Lo stato di emergenza è stato annunciato in sei distretti: Tulunsky, Chunsky, Nizhneudinsky, Taishetsky, Ziminsky e Kuytunsky. Dal 25 giugno più di diecimila edifici residenziali sono stati allagati. Sabato, il presidente russo Vladimir Putin è arrivato nella regione per coordinare le operazioni di emergenza e dare le disposizioni per la risoluzione della situazione. Le inondazioni hanno interessato più di circa 2000 persone, 340 sono rimaste ferite, 21 sono morte e 13 risultano ancora disperse. Le forti e continue precipitazioni che hanno flagellato l’oblast di Irkutsk sono state prodotte dall’affondo di una saccatura piuttosto vasta, riempita in quota da masse d’aria piuttosto fredde di origine polare, che dalla penisola di Tajmyr è scivolata fino al sud della Siberia, lambendo con il proprio bordo più meridionale il confine settentrionale mongolo.

7EFD7E27-18A9-4BF3-88DF-9E57CEC20024_cx14_cy0_cw86_w1023_r1_sQuesta saccatura, resasi semi-stazionaria sul comparto siberiano centrale, è scivolata lungo il bordo orientale del robusto promontorio anticiclonico di blocco che ora ha spostato il proprio baricentro sull’Artico russo, presentano elevatissimi massimi di geopotenziale in quota che costringono il ramo principale del “getto polare” a virare bruscamente verso il mar di Barents, per poi girare sopra la Novaja Zemlja e ridiscendere lungo il bassopiano della Siberia occidentale. La presenza di questo ramo discendente del “getto polare”, che scivola a gran velocità sopra il bassopiano della Siberia occidentale, ha continuato a tenere in vita l’asse di saccatura, resosi responsabile di questa duratura ondata di maltempo che ha duramente investito il sud della Siberia, dove si sono prodotte queste drammatiche inondazioni. In tale contesto è stata proprio l’aria fredda in quota (a 500 hPa), scivolata sul lato occidentale della saccatura, che scorrendo al di sopra dell’aria più calda e umida preesistente nei bassi strati ha inasprito sensibilmente il “gradiente termico verticale”, agevolando cosi lo sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali che dal suolo tendono a propagarsi verso la media e alta troposfera) molto intensi.

5d17931f370f2c36688b45a5Queste correnti ascensionali, ulteriormente esacerbate nelle ore centrali del giorno dal maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni ormai spogli di neve, ha favorito la genesi di grossi addensamenti cumuliformi, piuttosto sviluppati in altezza (cumuli congesti e cumulonembi), che hanno dato la stura a forti rovesci di pioggia e a fenomeni temporaleschi che per diversi giorni hanno investito l’oblast di Irkutsk determinando l’ingrossamento dei principali fiumi e corsi d’acqua. L’avvezione fredda a 500 hPa, associata alla saccatura, ha acuito l’instabilità, rendendola molto marcata nelle ore centrali del giorno, con lo sviluppo di grosse “cellule temporalesche” e persino sistemi temporaleschi a mesoscala, capaci di scaricare precipitazioni davvero intense, con elevati indici di rain/rate, concentrate in poche ore. Spesso nell’estate siberiana, le temporanee ondate di calore che fanno schizzare i termometri oltre i +30°C +32°C vengono interrotte dalla discesa di masse d’aria fredda di origini polari dalle coste artiche, che fanno scoppiare improvvisi fenomeni temporaleschi, contraddistinti da grandinate, attività elettrica a fondo scala, forti colpi di vento (“downburst”) ed occasionali fenomeni vorticosi.

z850_12Le precipitazioni più intense, a carattere anche temporalesco, si sono riversate sul settore orientale dei monti Saiani. Proprio da questi monti sono partite le ondate di piena dei rispettivi fiumi riversate poi a valle, dove si sono registrati i maggiori danni alle infrastrutture e le vittime fra la popolazione. La situazione, nelle zone duramente colpite dagli eventi alluvionali, è migliorata molto lentamente negli ultimi giorni, accompagnandosi anche ad un lieve calo delle temperature. Al contempo più ad est, sul ramo ascendente della stessa saccatura responsabile di queste alluvioni sulla Siberia centrale, si è sviluppata un’intensa onda mobile di calore che dai deserti della Cina occidentale risale verso l’est della Mongolia e la Siberia, causando una forte scaldata, spingendo le temperature su valori superiori ai +35°C +36°C nel sud della Russia asiatica.

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