Caldo eccezionale nell’Artico canadese, per la prima volta sfondato il muro dei +20°C a due passi dal Polo

Nei giorni scorsi un flusso di aria estremamente calda, di vecchie origini sub-tropicali, è riuscito a risalire il Canada occidentale, raggiungendo i Territori del Nord-ovest e l’Arcipelago Artico canadese, dove si è verificato uno straordinario aumento dei valori termici, che si sono portati oltre la soglia dei +20°C. Per la zona artica si tratta di valori davvero fuori dall’ordinario, senza precedenti da quando esistono le rilevazioni termiche. In modo particolare nella giornata di domenica 14 luglio 2019, per la prima volta nella storia, è stato sfondato il muro dei +20°C a circa 82° di latitudine nord, a due passi dalla Calotta Artica. La città di Alert, sul Canada settentrionale e ad una latitudine di 82,5° nord, ha raggiunto i +20,5°C, registrando così la temperatura più elevata mai raggiunta per una località abitata più a nord del globo. Alert si trova a circa 10 km a ovest di Cape Sheridan, nella parte nord-orientale dell’isola di Ellesmere a 850 km dal Polo Nord. La straordinaria temperatura massima raggiunta da Alert, la scorsa domenica, va a stracciare il precedente record di +20°C del luglio 1956.

GFSOPNH06_3_2Un dato a dir poco impressionante per quelle latitudini, nel cuore dell’Artico canadese, a nord del famoso passaggio a nord-ovest, una rotta navale molto famosa, quando in estate viene liberata dai blocchi di ghiaccio marino, che permette il transito delle navi dall‘Atlantico all‘oceano Pacifico, attraverso i Canali e gli stretti che caratterizzano le isole dell‘Artico canadese. Il nuovo record assoluto di caldo di Alert è stato accompagnato un tasso dell’umidità relativa di circa il 50 % e da un vento medio sostenuto da SO, ruotato da O-SO, mentre il cielo appariva quasi sereno o poco nuvoloso. Condizioni atmosferiche che hanno potuto assicurare un soleggiamento prolungato. Cosi per la prima volta nella storia anche il piccolo villaggio artico di Alert ha potuto sfondare la soglia dei +20°C, che fino a qualche anno prima sembrava inarrivabile. Ma per capire realmente la portata di questo incredibile record dobbiamo dare un’occhiata alle temperature medie di questa località. Secondo i dati messi a disposizione dal servizio meteorologico canadese le temperature medie delle massime di Alert si aggirerebbero attorno ai +6,5°C nel mese di luglio, mentre il mese di febbraio è quello più gelido, che vede una media delle minime attestata sui -36.7°C. Luglio è di conseguenza il mese più caldo dell’anno, ma lo scarto con i +20.5°C del 14 luglio è a dir poco notevole. Questo incredibile record di caldo per l’Artico canadese è stato raggiunto grazie ad un prolungato periodo di anomalie termiche positive che ha permesso un maggior surriscaldamento del terreno, ormai nudo, privo di neve e ghiaccio.

alert_summer_2009_1bIl sopraggiungere di masse d’aria piuttosto calde, di lontana origine sub-tropicale, fino ai Territori del Nord-ovest, ha generato un ulteriore riscaldamento dell’aria nei bassi strati. Tale scaldata, per avvezione calda, unita al prolungato soleggiamento e ad un indice di umidità relativo su valori medi, attorno al 50 %, avrà contribuito a far schizzare il termometro oltre il muro dei +20°C in piena zona Artica. Oltre agli oltre +20°C di Alert temperature massime eccezionali per la latitudine, a pochi passi dal Polo Nord, sono state raggiunte da altre località dell’Arcipelago Artico norvegese, ormai spoglie di neve da settimane. Difatti, da settimane, l’area è interessata dalla risalita di masse d’aria estremamente miti che salgono il bordo più occidentale di un promontorio anticiclonico di blocco posizionato a ridosso della Groenlandia. Tali anomalie termiche positive hanno stanno accelerando il processo di fusione di buona parte dei blocchi di ghiaccio marino che circondavano le isole dell’Artico canadese. Ora, con il cambio di ventilazione e l’arrivo di aria decisamente più fredda, legata ad una circolazione depressionaria che scende direttamente dalla Calotta Artica, le temperature subiranno un deciso crollo, fino ad avvicinarsi nuovamente ai +0°C.

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