Il fumo prodotto dagli incendi in Siberia ha raggiunto il nord America

In Siberia si continua a combattere senza sosta contro i devastanti incendi che ormai da molti giorni stanno bruciando migliaia di ettari di boschi. Negli ultimi giorni più di 1.200 tonnellate di acqua sono state gettate dai militari russi nelle aree colpite dai grandi incendi boschivi lungo i territori delle regioni di Krasnoyarsk e di Irkutsk dalla mattinata di oggi, segnala il dipartimento di informazione e pubbliche relazioni del ministero della Difesa della Federazione Russa. Gli aerei Tu-142 della flotta del Pacifico e i Su-24MR del Distretto Militare Centrale sono stati attivati nella ricognizione aerea delle aree interessate dai grandi incendi boschivi in Siberia. Dall’inizio dell’operazione il gruppo aereo del ministero della Difesa russo ha scaricato 5.490 tonnellate di acqua sulle aree boschive colpite dagli incendi.

1159514Gli aerei Il-76 dell’aviazione da trasporto militare delle forze aerospaziali della Russia hanno compiuto 90 missioni, mentre gli elicotteri Mi-8 dell’aviazione militare del Distretto Militare Centrale hanno portato a termine 143 missioni. Le colonne di fumo acre sprigionato da questi immensi incendi erano visibili da diverse aree della Siberia centro-orientale e meridionale. Il fumo salendo di quota ha difatti oscurato temporaneamente la coltre celeste, creando un’atmosfera fosca fino alle coste del mare di Ohotsk. Ma un satellite della NASA che orbitava sopra la linea del cambiamento data, nel cuore dell’oceano Pacifico, è riuscito a riprendere la colonna di fumo partita dai territori della Siberia orientale, interessati dai roghi, dopo essere stata agganciata in quota (attorno i 3000-4000 metri o poco sopra) da una intensa ventilazione occidentale è finita sopra lo Stretto di Bering e il mare di Ohotsk, per poi sorvolare le isole Curili e la parte più meridionale della penisola di Kamantka.

20180724-smokejetstreamDa qui il pennacchio di fumo, agganciato da un letto di correnti occidentali, si è propagato velocemente sopra il Pacifico settentrionale progredendo in direzione della West Coast del Canada e degli Stati Uniti. Una parte dei resti di questo pennacchio di fumo, prodotto dagli incendi avvenuti nei boschi della Siberia orientale, sotto la spinta degli intensi venti occidentali dominanti nei medi e bassi strati della troposfera, è approdata fin sulle coste della British Columbia e dello stato di Washington e dell’Oregon, raggiungendo le aree di Seattle e Vancouver. Gli scienziati della Nasa hanno però fatto sapere che, data l’altitudine alla quale viaggiano le ceneri, la qualità dell’aria nel nord America non dovrebbe risentirne. Solo in alcune località canadesi in molti si sono chiesti perché il sole presentava un colore di tipo rossastro. La spiegazione è arrivata proprio dai satelliti della NASA che in questi giorni hanno ripreso chiaramente questa nuvola di fumo che dai boschi della Siberia orientale, dopo aver attraversato lo Stretto di Bering, ha raggiunto le coste del Canada occidentale, ammorbando l’aria e colorando di rosso sia il disco solare.

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