Forti venti orientali in arrivo al sud, giovedì mareggiate con ampio “Fetch” sulla costa ionica

Oltre alle precipitazioni, che localmente potranno risultare davvero molto abbondanti, e al rischio di nubifragi e di fenomeni temporaleschi di forte intensità, le coste ioniche di Calabria e Sicilia, specie fra reggino e messinese ionico, nel corso della giornata di giovedì dovranno fare i conti anche con intensi venti sud-orientali e il rischio di mareggiate, dal primo e secondo quadrante. Una situazione molto delicata che potrebbe complicare il naturale deflusso delle acque piovane trascinate a gran velocità dalle ondate di piena dei torrenti, determinando il cosiddetto “effetto tappo” lungo le rispettive foci dei corsi d’acqua, con elevato rischio di esondazioni in caso di eventi precipitativi particolarmente intensi. Infatti, a partire da domani, il “cut/off” scivolato in queste ore sull’entroterra algerino si muoverà verso il Mediterraneo centro-occidentale, poco a largo delle coste algerine.

z500_51Proprio la circolazione depressionaria in quota, caratterizzata da un nocciolo di aria più fredda in quota (valori intorno i -25°C a 500 hPa), comincerà a contrapporsi con il margine più occidentale dell’imponente blocco anticiclonico posizionato sull’Europa centro-orientale, con massimi di 1035 hPa fra Ungheria e Romania, determinando un significato “gradiente barico orizzontale” fra i vicini Balcani e le nostre regioni meridionali. Sarà proprio la presenza di questo solido promontorio anticiclonico di blocco a comprimere ulteriormente il “gradiente barico orizzontale”, già di per sé significativo, sullo Ionio, dando la genesi ad un intenso flusso da SE e E-SE, che fra mercoledì e giovedì raggiungerà lo status di burrasca da E-SE e SE, fra Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, basso Tirreno e Ionio.

wind10m_I_web_39Durante la mattinata di domani, a causa dell’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra il mar Ionio e i Balcani, i venti da E-SE subiranno un ulteriore accelerazione su tutto il Canale di Sicilia e di seguito pure sullo Ionio orientale. Va detto che in questo caso, data la presenza di questo imponente anticiclone di blocco fra l’Ungheria e la Romania, il flusso orientale che investirà in pieno le nostre regioni ioniche non avrà una origine al 100% nord-africana. Esso verrà alimentato dalla ritornante più fredda da NE e N-NE che dalle pianure della Russia meridionale e dall’Ucraina si spingerà sul mar Nero, per poi traboccare, tramite il mar di Marmara, sul mar Egeo e sulla Grecia, uscendo sul Mediterraneo centro-orientale con una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione da NE ed E-NE in estensione nel tratto di mare ad ovest di Creta.

19120500.windirQuesto flusso nord-orientale, in uscita dal bordo più meridionale del robusto anticiclone di blocco, posizionato sull’Europa centro-orientale, fungerà da supporto al flusso umido orientale che fra domani e giovedì investirà buona parte delle nostre regioni meridionali e la Sicilia, con venti sostenuti, a tratti intensi, da E-NE, Est, e E-SE. Specie la costa tirrenica calabrese per l’amplificazione nelle vallate del vibonese, lametino e reggino tirrenico derivata venti di caduta dai rilievi (effetto sottovento). I venti più forti domani, mercoledì 4 dicembre, dovrebbero interessare proprio le coste della Calabria tirrenica, a causa dell’attivazione delle raffiche di caduta dalle vette della Catena Costiera e delle Serre che tenderanno ad accelerare ulteriormente il flusso orientale, a causa dell’incanalamento orografico nelle principali vallate (effetto “channelling”).

19120512.windirGiovedì, invece, una forte ventilazione da Est e E-SE dalle coste del Peloponneso si dipanerà molto rapidamente a tutto lo Ionio, fino a raggiungere le coste del messinese, della Calabria ionica e della Puglia meridionale, sotto forma di una componente più da SE. Il moto ondoso andrà sensibilmente a crescere su tutto lo Ionio e sul basso Tirreno già da domani, tanto che lo Ionio da agitato (forza 5) diventerà molto agitato (forza 6) nel corso della giornata di giovedì, con lo sviluppo di onde alte anche più di 3,0-4,0 metri in mare aperto. Il “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto ampio sullo Ionio determinerà le condizioni ideali per la formazione di un moto ondoso significativo, con onde ben formate che si dirigeranno verso le esposte coste della Sicilia orientale e Calabria ionica. Il “Fetch” agevolerà di conseguenza la genesi di onde di “mare vivo” veramente alte, che raggiungeranno “Run-Up” veramente significativi.

swh_I_web_43Lo sviluppo di queste ondate cosi grandi, su tutto l’alto Ionio verrà favorito non tanto dalla forza del “gradiente barico orizzontale” che attiverà venti ben oltre la soglia d’attenzione, in mare aperto, quanto dal “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il forte vento) piuttosto esteso su un ampio tratto di mare che dalle coste meridionali greche e dal tratto di mare poco ad est di Creta si estenderà fino alle coste della Sicilia e della Calabria ionica. In presenza di venti di burrasca e di un “Fetch” molto esteso, per centinaia di miglia, allora siamo certi di trovarci di fronte ad una consistente mareggiata, in grado di arrecare danni significativi sulle aree costiere esposte, già pesantemente vulnerate dal fenomeno dell’erosione.

swh_I_web_45Queste ondate di “mare vivo”, non incontrando alcun tipo di ostacolo durante il loro cammino, si propagheranno in direzione dei litorali ionici di Sicilia e Calabria, sospingendosi su questi in ondate rifratte da SE che raggiungeranno la fascia costiera, con “Run-Up” alti anche più di 4.0-5.0 metri, specie fra il catanese, messinese e il reggino ionico, ma anche sul litorale catanzarese e del crotonese, dove giungeranno onde rifratte da E-SE e SE. Su questi tratti di costa le ondate arriveranno ben formate e con i massimi “Run-Up”, data l’estensione del “Fetch” e la vicinanza delle burrasche alla costa. Queste mareggiate, purtroppo, rischiano di rendere ancora più difficoltoso il naturale deflusso delle acque piovane, ergendo un vero e proprio “muro” che potrebbe ostacolare l’arrivo di eventuali ondate di piena dai principali bacini idrografici.

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