Sul Golfo del Bengala“Amphan” diventa un vero mostro di 5^ cat. e punta il Bangladesh

Come avevamo accennato nelle settimane scorse, con l’inizio della fase d’inversione del monsone sull’oceano Indiano, sul Golfo del Bengala si potevano venire a creare le condizioni ideali per la nascita di pericolosi cicloni tropicali. Difatti, in queste ore, tutte le attenzioni dei meteorologi indiani sono puntate sulla rapidissima intensificazione del ciclone tropicale “Amphan” che è divenuto un pericolosissimo ciclone tropicale di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson in azione sul settore più orientale del Golfo del Bengala. La velocissima intensificazione della tempesta ha sorpreso gli stessi meteorologi indiani che non si aspettavano una cosi veloce approfondimento della circolazione ciclonica tropicale.

amphan-geocolor-0645Z-5.18.20La tempesta, infatti, ha approfittato delle condizioni favorevoli sul settore sud-occidentale del Golfo del Bengala per un suo rapido approfondimento. Scorrendo sopra un vasto tratto di acque superficiali molto calde, caratterizzate da elevata evaporazione, “Amphan” è stato in grado di risucchiare, al proprio interno, una grande quantità di calore latente (energia termica) che ha contribuito a far scoppiare l’attività convettiva su tutti i lati della tempesta, agevolando lo sviluppo di estese bande nuvolose spiraliformi che si sono velocemente compattate in un’unica muraglia di nubi torreggianti imponenti, con top di oltre i 16-18 km e temperature gelidissime lungo la sommità ghiacciata. L’esplosione dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale sta liberando una stupefacente quantità di energia cinetica che è stata in grado di “autoalimentare” il ciclone, rafforzandolo sensibilmente, in pochissimo tempo, fino alla 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi e vorticosi, ad oltre i 250 km/h nell’area che circonda il profondissimo occhio centrale, circondato dall’imponente muraglia nuvolosa.

3Dasiasec_ir1Al momento le tempeste più violente, tenute in vita dall’impressionante e formidabile “gradiente barico orizzontale”, per ora rimarranno localizzate in mare aperto, davanti le coste dello stato indiando dell’Orissa e dell’Andhra Pradesh, dove sono in atto venti violentissimi che stanno sollevando il mare in più direzioni, determinando un grosso pericolo per la navigazione marittima lungo tutto il Golfo del Bengala. Li dove agiranno i fortissimi “venti di sbarramento” del ciclone tropicale si verrà a creare un moto ondoso rilevante, molto confuso (onde da più direzioni tipiche dentro i cicloni tropicali dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici) e duro da navigare, con lo sviluppo di grandi onde di “mare vivo”, capaci di raggiungere altezze impressionanti, anche di oltre i 9-10 metri di altezza e “Run-Up” superiori ai 9 metri in mare aperto. Con molta probabilità “Amphan” si intensificherà ulteriormente nelle prossime ore, trasformandosi in un autentico mostro, molto pericoloso, sia per le coste dell’India orientale, che per il Bangladesh, dove è atteso il “landfall” definitivo nei prossimi giorni.

3Dasiasec_wvNella fase di massima intensità si stima che la pressione centrale al suolo, dentro l’occhio, possa scendere su valori da capogiro, pronti ad innescare un potentissimo “gradiente barico orizzontale” attorno al nucleo centrale che attiverà venti davvero molto violenti, in grado di raggiungere punte di oltre i 250-260 km/h. Poi, nel corso delle 24 ore, man mano che il super ciclone si avvicinerà alle aree costiere dell’India nord-orientale comincerà pian piano a perdere un po’ di forza, nel momento in cui il bordo più occidentale di esso impatta con le prime bande nuvolose più periferiche sulle coste dell’Orissa e il settore meridionale del Bengala occidentale, apportando le prime forti batterie di piogge fra i distretti di Balasore e l’area di Calcutta.

gfs_asia_024_850_vort_htUn lento indebolimento di “Amphan” potrà essere indotto pure dal ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che però contribuirà ad espandere l’area dove soffieranno i venti aventi l’intensità di uragano. Fortunatamente, prima di effettuare il “landfall” lungo le foci del Gange il ciclone passerà su un’area caratterizzata da un moderato “wind shear verticale”, sulla parte più settentrionale del Golfo del Bengala, che oltre a tagliare la struttura, contribuirà ad iniettare aria decisamente più secca dentro l’occhio del pericoloso ciclone tropicale, con un conseguente indebolimento della profonda attività convettiva.

amphan-jtwc-forecast-15Z-5.18.20Durante questa fase “Amphan” comincerà a indebolirsi, venendo declassato a ciclone di 3^ categoria. Approssimandosi alle coste del Bangladesh il ciclone si sposterà su acque sempre meno profonde e con un minor contenuto di calore messo a disposizione della poderosa struttura ciclonica. Questi fattori, con molta probabilità, indeboliranno in parte l’attività convettiva attorno il nucleo centrale di “Amphan”, declassando il ciclone fino alla 2^categoria sulla scala Saffir-Simpson durante la fase del “landfall” che si concretizzerà entro il pomeriggio di mercoledì 20 maggio 2020, lungo le foci del Gange. Queste saranno le aree maggiormente colpite dalle precipitazioni torrenziali e dai forti venti di tempesta che determineranno anche delle consistenti mareggiate lungo le foci del Gange, ed in particolare nell’area del Sundarbans, li dove si estende la foresta di mangrovie più grande del mondo. Proprio le mangrovie, nell’area del Sundarbans, riusciranno ad attutire in parte gli effetti erosivi dell’imponente moto ondoso sollevato dalla tempesta.

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