I “derechoes”: le rare linee temporalesche che sfornano venti ad oltre 160 km/h

I “derechoes” sono dei complessi fenomeni temporaleschi che spesso rappresentano delle vere e proprie linee temporalesche, o meglio estese “linee di groppo”, che possono estendersi per centinaia di miglia lungo le pianure degli USA, causando numerosi danni a seguito dei forti rovesci di pioggia, delle grandinate, dei rapidi e improvvisi colpi di vento prodotti dai “downbursts” (che possono raggiungere l’intensità di un uragano). Il “derecho” in genere sorge in un’area di divergenza del vento (diffluenza) nei livelli superiori della troposfera. Tale area di divergenza del “getto” (generalmente nel ramo ascendente del “getto polare”) deve sovrastare una regione dove prevale un flusso di aria calda e molto umida nei bassi strati, a seguito di una ondata di calore (“heat waves“), o una avvezione calda e umida in risalita dal Golfo del Messico.

11pm_derechoLa sovrapposizione dell’area di divergenza del “getto” al di sopra di una intensa avvezione calda spesso produce una zona di profonda convezione che può favorire l’insorgere di grandi sistemi temporaleschi a mesoscala che possono unirsi in un fronte continuo. Una volta formato il fronte temporalesco si unisce in un unico blocco muovendosi velocemente, seguendo l’andamento delle correnti nella media e alta troposfera. Gli eventi di “derecho” più intensi si verificano soprattutto in estate, specialmente nei mesi di giugno e luglio, nelle aree caratterizzata da un forte “wind shear verticale” (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota). A differenza delle tradizionali “squall line” (o linee temporalesche) il “derecho”, durante la sua avanzata verso est o nord-est, in direzione della costa atlantica statunitense, assume la forma di un arco o di una prua di una nave più o meno pronunciata.

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L’insorgenza di questo arco, che rappresenta la parte avanzate del fronte temporalesco, è originata dalla formazione di un’area di pressione molto più elevata nella parte sommitale del sistema convettivo a mesoscala avanzante. Questa area di alta pressione si forma a causa del forte movimento discendente presente dietro la linea di groppo che attiva potenti “downbursts” che spesso escono per diversi chilometri dalla linea del fronte avanzante, anticipando l’imminente arrivo dei temporali, con forti raffiche di vento. Le dimensioni di questo arco possono variare a secondo delle situazioni, variazioni significative possono indebolire o estinguere quasi del tutto il “derecho”. Durante la stagione invernale i “derechos” generalmente si sviluppano all’interno di un flusso di venti da sud-ovest nella media e bassa troposfera, in un contesto di moderata o forte instabilità baroclina e alti valori di “shear verticale” del vento (più di 20 m/s in più i 5000 metri).

veter-grozy-770x482-cc6Secondo il National Weather Service un episodio di “derecho” è classificato come un esteso e lungo fronte temporalesco che è preceduto o accompagnato da forti colpi di vento, che raggiungono e superano i 50 nodi, circa i 93 km/h (58 mph). Tali velocità, davvero considerevoli, devono presentarsi lungo l’intero arco del fronte temporalesco che deve mantenersi in vita per un periodo di almeno 6 ore. Proprio per questi motivi il “derecho” può riuscire a compiere più danni di una tempesta tropicale o un vero e proprio uragano visto l’estensione dei forti colpi di vento e i forti fenomeni precipitativi che ne fanno seguito. I “Derechoes” sono in possesso di un’alta velocità di propagazione e di una rapida crescita in avanti. Hanno un aspetto distintivo radar (noto come un arco), con diverse caratteristiche uniche, come la manifestazione di due o più “downbursts” di fila. All‘interno di un nucleo temporalesco si possono raggruppare più “downbursts“, creando dei “macrobursts“.

news-derecho-gainesp2003Questi rettilinei campi di vento possono superare i 160 km/h, mentre nei casi estremi, come quello del 30-31 Maggio del 1998 fra il sud del Canada e l’area dei Grandi Laghi, le raffiche di vento prodotte dai “macrobursts” possono divenire talmente violente toccando i 250 km/h, sradicando interi boschi, causando ingentissimi danni alle abitazioni. I “derechos” tendono a fornire la stragrande maggioranza di condizioni estreme di vento su gran parte del territorio in cui si verificano. I dati raccolti dal Servizio Meteorologico Nazionale degli Stati Uniti e da altre organizzazioni di meteorologia, mostrano che una grande fetta del territorio del centro-nord degli Stati Uniti, del Canada e di gran parte della superficie dei Grandi Laghi, si può aspettare colpi di vento superiori, dai 135 km/h ai 190 km/h, almeno una volta ogni 40-50 anni. Questa raccolta dati comprende pure le potenti tempeste di vento prodotte dai profondi “gradienti barici orizzontali” prodotte dal passaggio di profondissimi cicloni extratropicali e altre da fonti barocline.

nats8odipwx01.1526330812Sugli USA solo le coste che si affacciano sul Golfo del Messico o all’Atlantico, vedi soprattutto le Everglades, possono sperimentare venti ben più violenti, ma solo durante il “landfall” di grandi uragani che raggiungono la 4^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di oltrepassare la soglia molto pericolosa dei 220 km/h. Sono ben più rari i “derechoes” che possono svilupparsi in Europa. L’area dove è più elevata la loro formazione, fra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, è quella che va dalle pianure e i bassopiani della Francia settentrionale e della Germania, fino alle pianure di Ucraina e Russia europea. Il 17 agosto 2003 un rarissimo “derecho” interesso pure il bacino occidentale del Mediterraneo, causando violenti temporali fra le coste della Catalogna e il dipartimento francese della Languedoc, causando ingentissimi danni. L’8 agosto 2010 invece tocco alle coste delle Repubbliche Baltiche fare i conti con un “derecho”. In Estonia si misurarono raffiche di vento fino a 130 km/h.

 

 

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